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CON IL 75% DI VACCINATI L’ EPIDEMIA SI SPEGNERA’ HUFFINGTON POST 29 MARZO

SPECIALE COVID-19

11 aprile 2021

AGGIORNATI I DATI PROVINCIALI AL 9 APRILE, VEDI PAGINA DELLE REGIONI

1- R*(t) nazionale: 0.89 stazionario

La situazione è in miglioramento, si vedono gli effetti sugli R*(t) delle regioni rosse attivate il 15 ed il 30 marzo, R*(t) nazionale sta scendendo nettamente sotto 1.

Il numero di infetti attivi ha raggiunto il massimo ed ha iniziato a scendere in quasi tutte le regioni (dati della Sicilia non analizzabili)

CONTINUA LA PUBBLICAZIONE SUL SITO DI AGENAS DELL’ ANDAMENTO NAZIONALE, REGIONALE E PROVINCIALE E DELLE RELATIVE PROIEZIONI RICAVATE DAGLI ALGORITMI SVILUPPATI DALL’ OSSERVATORIO DEI DATI EPIDEMIOLOGICI DELL’ UNIVERSITA’ DI TRENTO

LA DESCRIZIONE METODOLOGICA IMPIEGATA PER LA DETERMINAZIONE DI R*(t) E DELL’ ANDAMENTO PROVINCIALE E’ RIPORTATA QUI.

I DATI SUL SITO AGENAS SARANNO AGGIORNATI DUE VOLTE ALLA SETTIMANA (MARTEDì e VENERDì)

SIAMO ANCORA IN PIENA SECONDA ONDATA, SIAMO RISALITI AL LIVELLO DEGLI INFETTI ATTIVI DELL’ INIZIO DELL’ ANNO

LE TERAPIE INTENSIVE HANNO RAGGIUNTO I MASSIMI DI NOVEMBRE 2020, IN LIEVE DISCESA

VEDERE LA PAGINA DELLE REGIONI E I COMMENTI AD OGNI GRAFICO

QUI GLI ANDAMENTI REGIONE PER REGIONE E PROVINCIA PER PROVINCIA (province aggiornate al 9 aprile)

RICORDIAMO CHE QUANDO R(t)>1 IL NUMERO DI INFETTI ATTIVI RIPRENDE A CRESCERE

Questo spiega il rischio connesso con le riaperture nell’ attuale fase dell’ epidemia.

Scala da marzo in poi per mostrare il confronto tra prima e seconda ondata

Andamento dell’ epidemia in Italia mostrato tramite una animazione grafica del numero di infetti attivi su 100.000 abitanti (COVID STAT INFN)

COMUNICATO STAMPA AGENAS UNIVERSITA’ DI TRENTO

Huffington Post 16 Febbraio 2021, Contro le varianti COVID interventi chirurgici

Covid-19 nelle regioni italiane: solo il rosso funziona (se dato in tempo) articolo dell’  Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE)

Link alla registrazione YOUTUBE del seminario fatto il 15 dicembre 2020 per Mathesis

Progressione della pandemia COVID-19 in Italia

La rapidissima  crescita del numero totale delle persone attualmente infette a cui abbiamo assistito nel corso del mese di  ottobre, quando siamo passati da circa 50.000 casi attivi a circa 500.000 casi attivi in un mese, ha iniziato ad affievolirsi a partire dalla quarta settimana di ottobre. La figura seguente mostra il tasso di crescita in funzione del tempo (linea blu).

Quando il tasso di crescita è  pari a zero, il numero totale di infetti rimane costante, quanto più è  maggiore di zero tanto più rapidamente cresce, quanto più è negativo tanto più rapidamente l’epidemia si spegne: si tratta di una quantità collegata al parametro R(t) che determina la quantità di contagi prodotti da un individuo infetto.

Il tasso di crescita che si è rivelato utile nell’ analisi presentata di seguito, è il coefficiente angolare del fit lineare del logaritmo naturale del numero di contagi, fit effettuato su un periodo di sette giorni a scorrimento.

Durante la fase acuta della pandemia, lo scorso febbraio, il tasso di crescita ha raggiunto valori elevatissimi ed è stato necessario attivare il “lock-down”, azione che ha riportato in poco più di un  mese (metà aprile) il tasso di crescita a zero e poi negativo. Il totale degli infetti in atto ha raggiunto un massimo di  circa 110.000 unità a metà aprile.  

Il tasso ha continuato a rimanere negativo anche dopo la riapertura del 14 giugno, anche se ha iniziato a crescere rimanendo però negativo fino ai  primi di agosto.

Poco dopo la settimana di ferragosto (massima concentrazione e movimento di persone in tutta Italia e non solo), il tasso è improvvisamente raddoppiato.

A settembre però ha ripreso a scendere, nonostante la riapertura delle attività produttive: l’epidemia e la ripartenza sembravano potere convivere, grazie a tutte le norme del distanziamento sociale e alla minuziosa attività di tracing dei focolai.

A ottobre il tasso ha ripreso a crescere rapidamente: molto probabilmente si è trattato dell’ effetto diretto/indiretto della riapertura delle scuole senza avere adeguatamente organizzato l’infrastruttura complessiva, trasporti, sport di contatto, attività sociali dei giovani in generale.

Nonostante il tasso in ottobre fosse nettamente più basso che in  marzo, il numero di infetti ha preso a salire rapidissimo: la ragione è semplice, il numero di infetti rivelati nella popolazione a fine settembre era di 50.000 persone e non come in febbraio alcune decine e l’effetto di crescita è legato all’ insieme degli infetti in atto e del numero di contatti. Questo insieme agli inizi di ottobre era molto più alto che in febbraio.

Una crescita esponenziale come quella di ottobre non si può gestire a lungo. Gli interventi di contenimento dei due DPCM di ottobre, fortunatamente,  sembrano avere ottenuto l’effetto di invertire l’andamento del tasso di crescita, che a partire dalla quarta settimana  ha iniziato a decrescere. Il DPCM di novembre dovrebbe ulteriormente contribuire a raffreddare la crescita (gli effetti si vedranno a partire dal 14-15 novembre).

Da fine novembre la seconda fase ha infatti iniziato a spegnersi, e ha raggiunto il massimo degli infetti attivi verso il 26/27 come anticipato su questo blog due settimane prima

La situazione è differenziata per le varie regioni come discusso nel link in verde in testa a questo articolo.

Usando i dati disponibili per calcolare il tasso di crescita e R(t) è stato possibilr estrapolare l’andamento del totale del numero degli infetti attivi nel corso delle successive alla fine di novembre.

Nelle regioni rosse il calo di R(t) è continuato regolare fino a circa il 10-12 dicembre. Il passaggio alla zona arancio del 6 dicembre e alla zona gialla il 13 dicembre ha però mutato le condizioni: R(t) ha smesso di calare e ha per lo più ripreso a salire, anche rapidamente: in un paio di settimane è risalito per alcune regioni rosse fino a raggiungere e superare il valore di 1. Nello stesso periodo però, le regioni rosse hanno molto diminuito il numero di infetti, riducendolo di 3-5 volte a seconda dei casi. Il caso esemplare è stata la Toscana dove R(t) è sceso da 1,8 a 0,3 in circa 6 settimane, riprendendo a salire quando si è passati da zona rossa ad arancione e poi gialla.

Nelle regioni arancione il calo di R(t) è stato meno intenso e in quelle gialle è stato particolarmente lento: anche in queste regioni nelle settimane di dicembre la situazione è peggiorata ed R(t) è risalito. In questo caso però la discesa di R(t) è stato troppo lenta per cui il numero di infetti attivi non è sceso molto (10%-30%), per poi bloccarsi intorno a Natale, periodo in cui R(t) di molte regioni si è stabilizzato intorno ad 1.

All’ inizio di gennaio ci siamo trovati quindi con una situazione insoddisfacente: nella maggior parte delle regioni è molto rischioso prevedere di ripartire con attività in presenza nelle scuole o nei luoghi di lavoro, ci sono ancora troppi infetti attivi e il valore di R(t) è troppo alto. E’ necessario che l’intensità del contagio scenda ancora ma questo sarà possibile solo se verranno attivati altri periodi di contenimento delle attività sociali, eventualmente in modo differenziato per le varie regioni (es. regioni colorate).

Nella seconda metà di febbraio la variante inglese, dopo una fase di incubazione che è durata alcuni mesi, ha preso il sopravvento sulla variante base. In poco più di una settimana R*(t) è passato da valori intorno a 0.9 a valori poco sotto 1.2, producendo una crescita generalizzata e rapida del numero degli infetti attivi.

Molte regioni sono diventate arancione e poi rosse per contenere la ripartenza dell’ epidemia: l’intervento è però stato tardivo e gli effetti si sono visti in modo apprezzabile solo a fine marzo.

Con la presenza delle varianti la situazione epidemica è cambiata: senza misure di contenimento severo (zone rosse) non si riesce a rimanere con R*(t) al di sotto di 1 per lunghi periodi.

La priorità deve quindi essere quella di continuare a vaccinare con la massima rapidità possibile ma allo stesso tempo mantenendo misure di contenimento strette per evitare il collasso del sistema sanitario con conseguente aumento dei decessi, già elevatissimo.

CONTINUEREMO A SEGUIRE SU QUESTA PAGINA L’ ANDAMENTO DI QUESTE QUANTITA’ PER VERIFICARE SE SI PRESENTANO INSORGENZE DI NUOVI AUMENTI DELL’ INTENSITA’ DELL’ EPIDEMIA NEL CORSO DELLE PROSSIME SETTIMANE

Le vie locali per la lotta al virus possono causare danni pesanti, L’ Alto Adige, 14 febbraio 2021

L’Adige, 7 febbraio 2021 “E’ una lotta contro il tempo fra vaccini e varianti infettive”

Repubblica, 30 gennaio 2021 “I numeri sono in tilt perchè chi li sbaglia non paga”

Corriere della Sera, 29 dicembre 2020, Ancora troppi infetti, rischio terza ondata incontenibile.

Link alle slides del seminario

Se continuiamo a fare i bravi Rt a zero tra un mese Corriere della Sera 2 Dicembre

“Restiamo attenti, alcune Regioni sono ancora lontane dal picco”, 26/11/2020, Repubblica.it

TERZA ONDATA COVID?“Ecco cosa nasconde un bollettino giornaliero senza senso, Il Sussidiario.net

ARTICOLI PUBBLICATI DI RECENTE

Il picco dell’epidemia? Il 27 novembre. “Ma i contagi rallentano”, La Repubblica, 12 novembre 2020

Per le scuole riaperte 30 milioni di contatti. L’ondata di ottobre spiegata dai numeri, La Repubblica, 3 novembre 2020

I dati dicono che è urgente passare alla didattica a distanza, Corriere della Sera, 24 ottobre 2020

Una tempesta perfetta, Huffington Post 24 ottobre 2020

Huffington Post La curva dei contagi sale, gli indizi puntano verso gli studenti 21 ottobre 2020

Il Giornale: Al Sud i nuovi casi in crescita velocissima. Gli ospedali lombardi ora senza problemi, 11 0ttobre 2020

L’ Adige: In classe, un rientro particolare , 29 agosto 2020

Il Giornale: La curva va corretta adesso o a ottobre isolati in 50mila, 28 agosto 2020

Huffpost COVID: un esercito di asintomatici non identificati in giro per l’ Italia 5 agosto 2020

Huffpost: COVID: il ritmo del contagio sta crescendo 2 agosto 2020

Huffpost: Impariamo dai numeri. Contro i focolai sono necessari i dati delle province 24 maggio 2020

Huffpost: Fase 2, primi segnali positivi 16 maggio 2020

L’ Adige : Sforzo comune per ripartire 8 maggio 2020

Scienza in Rete: L’andamento regionale dell’ epidemia: il modello SIR applicato al lockdown in Italia 4 maggio 2020

Huffpost: Come pianificare l’uscita dal COVID-19 1 aprile 2020

Huffpost: La realtà del contagio sta emergendo. Quattro cose da fare. 28 marzo 2020

L’ Adige : Isolare tutti i positivi per uscirne in fretta 8 maggio 2020

Huffpost: Il diritto di contare (bene) 25 marzo 2020

Huffpost: La lotta al COVID-19: ora tocca alla fase 4 23 marzo 2020

Huffpost: Italia da zimbello a modello. Una risposta impressionante, ma serve di più 17 marzo 2020

Huffpost: L’importanza di agire rapidamente 13 marzo 2020

Bio Law Journal: L’ impatto dell’ AI sulla società Gennaio 2020

Lo spazio come finestra sul futuro

l’ Italia ha un grande potenziale nella ricerca spaziale: dai tempi di Broglio ai giorni nostri ha sviluppato una filiera completa nel settore spaziale, dallo studio dell’ universo e del nostro pianeta, allo sviluppo della strumentazione scientifica, all’ attività degli astronauti sulla ISS, allo sviluppo dei lanciatori, alla capacità di gestire le telecomunicazioni, allo sfruttamento dei big data generati dalle osservazioni spaziali.

Interventi recenti sui media:

ConverseRAI – Alla scoperta della Space Economy Marzo 2021

Domani: Così la politica sta frenando la corsa dell’ Italia allo spazio

Huffington Post: Perché il lancio del Vega con a bordo 53 piccoli satelliti è importante 3 settembre 2020

L’Osservatore Romano: Lo spazio non deve diventare un nuovo scenario belllico, 28 agosto 2020

Formiche: Benvenuti nella New Space Economy, giugno 2020

Civiltà delle Macchine: L’esplorazione umana: scienza, tecnica ed economia per il futuro Marzo 2020

Huffpost: Luca Parmitano e la manutenzione di AMS sulla Stazione Spaziale Internazionale

Huffpost: Monitoraggio satellitare di Venezia

Huffpost: Le mani francesi sullo spazio: l’ Italia non cada in un complesso di inferiorità

Huffpost: Hello Mars! Sulla luna ci siamo già stati la vera sfida è marte

L’ambiente e le modifiche del clima

La gestione delle risorse ambientali è forse la più grande sfida dei nostri tempi. Solo la razionalità e la scienza, unite ad una politica che sappia guardare lontano, riusciremo ad affrontarla.

Interventi sulla stampa nazionale

Ithaca: Cause ed effetti dei cambiamenti climatici Marzo 2020

Huffpost: Ascoltiamo la scienza è ora di reagire per fermare il cambiamento climatico 13 dicembre 2019

Huffpost: Perchè io scienziato credo che Greta abbia ragione 26 settembre 2019

Appuntamenti

Prossimi Appuntamenti

14 dicembre Intervento CNA Treviso sulla Space Economy. Link

Appuntamenti passati

15 novembre Intervento di chiusura all’ Hackathon della Scienza, CERN , Ginevra (in streaming)

10 ottobre La matematica del virus, ANTICOcontemporaneo, Cassino (in streaming)

10 ottobre Intervento alle ore 16, Ordine degli Ingegneri provincia di Varese (in streaming)

13 ottobre Intervento su “Abitare altri pianeti” , ore 18:30 Festival dell’ Architettura CHANGE, MAXXI (in streaming)

17 ottobre Intervengo alle ore 21, Progetto Campus – Piazzola Futuro, Piazzola del Brenta 

26 settembre La prima alba del cosmo, FESTIVAL FUTURO MEMORIA, Ascoli Piceno

Programma Futuro Memoria

25 settembre Incontri Editoria Religiosa, Pordenone ore 11 (in streaming)

21 agosto 2020 – Courmayeur

Scienza in vetta

ore 18:00
Pianeti extrasolari e migrazioni interplanetarie

Maggiori dettagli al link

20 agosto 2020  –  La cittadella di Assisi

Forse, l’ Etica 

17:30 dialogo su Scienza frontiera del dubbio con Paolo Benanti e Pietro Greco. 

In streaming 

Link e programma su www.cittadella.org

Sabato 9 maggio 2020

FESTA DI SCIENZA E FILOSOFIA FOLIGNO LIVE / 6 \ SABATO 9 MAGGIO, ore 21.00: MATEMATICA DELLA PANDEMIA. Modelli epidemiologici, politiche sanitarie e conseguenze economiche.

Giovedì 14 maggio 2020

Gente simpatica (ancora) ai domiciliari Martedì, Giovedì e Sabato alle ore 21.30 Ogni sera ospiti diversi!