Più ricerca, più futuro

La ricerca scientifica, sia nei suoi aspetti curiosity driven, che nei suoi aspetti di applicazione a problemi concreti è alla base della prosperità di un paese moderno

SPECIALE COVID-19:

ANALISI NAZIONALE E REGIONALE DELLA SECONDA ONDATA DELL’ EPIDEMIA

Dati aggiornati al 14 ottobre

NOTA: Tutte le curve riportate sono ottenute usando i dati della Protezione Civile dal 25 febbraio 2020 in poi .

METODOLOGIA IMPIEGATA

La prima fase dell’ epidemia è stata caratterizzata da un lungo periodo di lockdown dopo una prima rapidissima libera diffusione dell’epidemia a cavallo di febbraio/marzo 2020 durata almeno 2-3 settimane.

Il lockdown è stato determinante nel fermare l’epidemia. Come abbiamo riportato a più riprese su questo sito, l’andamento delle varie regioni è stato analizzato con modelli epidemiologici in grado di anticipare, entro una certa precisione, l’andamento dell’ epidemia, regione per regione. La riapertura di giugno 2020 è avvenuta in un momento in cui alcune regioni l’epidemia era di fatto scomparsa, mentre in altre stava ancora scendendo ma non era ancora stata debellata.

Questa situazione differenziata a livello regionale, ha fatto si che durante l’estate, per spostamenti interni, ma anche per flussi di turismo e spostamenti da e verso altri paesi, il calo di infezioni attive prima si fermasse (luglio/agosto) e poi riprendesse a salire (agosto/settembre). L’arresto della diminuzione dei casi in luglio/agosto era dovuto a due effetti contemporanei, la diminuzione degli infetti della fase di lockdown e l’inizio della crescita degli infetti della seconda ondata. Ad un certo punto, verso fine agosto, la seconda ondata ha iniziato a prevalere, sia pure lentamente, sul calo post-lockdown.

Alla riapertura delle scuole (14 settembre) la seconda ondata era quindi già pienamente in atto, sia pure con una crescita lenta.

L’analisi della seconda ondata non può però essere fatta con gli stessi parametri usati per la prima, vale a dire seguendo l’ andamento nel tempo di (a) infetti attivi e di (b) risolti – deceduti e guariti.

Infatti a partire dalla fine del lockdown la presa dei tamponi per circoscrivere i focolai di infezione ha influenzato pesantemente i dati relativi agli infetti, di fatto introducendo nelle statistiche un gran numero di asintomatici o paucosintomatici che nelle statistiche della fase del lockdown erano molto meno rappresentati o quasi del tutto assenti. Se questo è un indicatore di corretto contenimento dei focolai e dell’ efficacia dell’ attività di prevenzione, da un punto di vista statistico ci obbliga a cambiare drasticamente metodo di analisi.

E’ infatti importante osservare che i tamponi che vengono effettuati per determinare i casi di infezione ricadono in due categorie :

a) quelli “diagnostici” che corrispondono sostanzialmente a casi di pazienti con sintomi che vengono, una volta certificata l’infettività messi o in quarantena o in ricovero ospedaliero; in questi casi il “rapporto tra tamponi e infetti” (nel giorno specifico) è alto non lontano dal 100%;

b) quelli di “screening o di tracciamento” che corrispondono al tracciamento di persone collegate a focolai o a contatti con “infetti attivi” noti. In questo caso il “rapporto tra tamponi e infetti” (nel giorno specifico) è un numero più piccolo, oscillante tra pochi % ed il 20-30%. Inoltre tracciando i contatti si trovano molti asintomatici che per definizione non vengono identificati con i tamponi diagnostici.

Per analizzare la seconda fase dell’ epidemia useremo quindi quantità che maggiormente sono oggettivamente collegate alla gravità della malattia: (a) lieve <-> quarantena, (b) media <-> ospedalizzazione senza terapia intensiva (b) alta <-> terapia intensiva.

ANALISI NAZIONALE

La figura seguente mostra l’andamento delle ospedalizzazioni a livello nazionale rispetto al agli infetti attivi. E’ evidentissimo che il numero di infetti attivi nella seconda fase è dominato dalle quarantene, quindi da asintomatici o paucosintomatici. A parità di infetti vi sono 5-6 volte meno ospedalizzati. Inoltre la crescita degli ospedalizzati è molto più lenta che all’inizio dell’ epidemia.

E’ interessante vedere l’andamento della frazione di ospedalizzati nel tempo. Nella figura seguente è riportata, sempre a livello nazionale, la frazione di positivi ospedalizzati, che all’ inizio ha anche superato il 70% (!) , si è ora assestata intorno al 7%. Il 93% dei positivi rimangono in quarantena domiciliare.

Concentrandoci sugli ospedalizzati, è interessante vedere come è evoluta tra la prima e la seconda fase la frazione degli ospedalizzati (a) il totale (b) con sintomi (c) in terapia intensiva rispetto al massimo della prima ondata . E’ un modo di confrontare la severità clinica della seconda ondata rispetto alla prima. Vediamo che anche tra la frazione di ospedalizzati, che, nella seconda fase, come abbiamo visto, è molto piccola rispetto agli infetti, il numero di terapie intensive è più basso in proporzione rispetto al passato.

Come vediamo nella figura seguente, la frazione delle terapie intensive si è stabilizzata appena sotto al 10% dei ricoverati.

ANALISI REGIONALE

Se ora andiamo a vedere l’andamento regionale, è interessante vedere l‘andamento dell’ utilizzo della terapia intensiva rispetto al massimo della prima fase. Questo è un andamento oggettivo di severità della seconda ondata. Vi sono 6 regioni del centro sud, Sardegna, Sicilia, Lazio, Campania, Umbria, Abruzzo che hanno già raggiunto e superato l’uso del 20% delle terapie intensive usate nella fase acuta. La Sardegna ha superato l’ 80%. Notiamo che questo valore è calcolato rispetto al massimo dell’ utilizzo nel passato, non corrisponde necessariamente al totale della disponibilità di posti in terapia intensiva.

Le altre regioni, riportate nell’immagine seguente sono sotto il 20% del massimo utilizzo.

Possiamo ragionevolmente affermare che la frazione di uso delle terapie intensive dia una indicazione dell’ intensità comparativa regione per regione rispetto alla prima fase.

Infine riportiamo l’andamento dei deceduti/giornalieri rispetto al massimo della prima fase. Vediamo che la linea rossa oggi è molto più bassa rispetto al massimo della prima fase e cresce molto lentamente .

CONCLUSIONI

L’analisi nazionale e regionale ci permette di capire meglio cosa stia succedendo nella seconda fase dell’epidemia:

  • l’epidemia è più severa nel centro sud che nel passato
  • al centro nord è meno severa che nel passato
  • le statistiche sono dominate da asintomatici e paucosintomatici, fatto che crea molto disagio sociale ma da un punto di vista diagnostico è una buona notizia
  • la crescità dell’epidemia è molto più lenta che nel passato
  • l’impatto sulla società è comunque grande, perchè se questo tasso di crescita continua ci porterà inevitabilmente a situazioni di emergenza, come già si intuisce nelle regioni che stanno raggiungendo la stessa intensità di terapie intensive della prima ondata

E’ quindi assolutamente necessario fare tutto il possibile per ridurre la crescita dell’ epidemia rispettando le regole del distanziamento sociale e dell’igiene personale di cui continuamente si parla.

Alcuni di questi risultati sono discussi negli articoli seguenti:

Il Giornale: Al Sud i nuovi casi in crescita velocissima. Gli ospedali lombardi ora senza problemi, 11 0ttobre 2020

L’ Adige: In classe, un rientro particolare , 29 agosto 2020

Il Giornale: La curva va corretta adesso o a ottobre isolati in 50mila, 28 agosto 2020

Huffpost COVID: un esercito di asintomatici non identificati in giro per l’ Italia 5 agosto 2020

Huffpost: COVID: il ritmo del contagio sta crescendo 2 agosto 2020

Huffpost: Impariamo dai numeri. Contro i focolai sono necessari i dati delle province 24 maggio 2020

Huffpost: Fase 2, primi segnali positivi 16 maggio 2020

L’ Adige : Sforzo comune per ripartire 8 maggio 2020

Scienza in Rete: L’andamento regionale dell’ epidemia: il modello SIR applicato al lockdown in Italia 4 maggio 2020

Huffpost: Come pianificare l’uscita dal COVID-19 1 aprile 2020

Huffpost: La realtà del contagio sta emergendo. Quattro cose da fare. 28 marzo 2020

L’ Adige : Isolare tutti i positivi per uscirne in fretta 8 maggio 2020

Huffpost: Il diritto di contare (bene) 25 marzo 2020

Huffpost: La lotta al COVID-19: ora tocca alla fase 4 23 marzo 2020

Huffpost: Italia da zimbello a modello. Una risposta impressionante, ma serve di più 17 marzo 2020

Huffpost: L’importanza di agire rapidamente 13 marzo 2020

Bio Law Journal: L’ impatto dell’ AI sulla società Gennaio 2020

Libri e video divulgativi

LIBRI

2020 La matematica del virus ( ed. Castelvecchi)

Recensione La Repubblica

Recensione Sole 24 ore

Recensione La Stampa

2019 La prima alba del cosmo (ed. Rizzoli)

Intervista all’ Ordine degli Ingegneri di Varese 10 Ottobre 2020 (dal punto: 3h. 20m 00s)

Intervista a Memoria Futuro Festival Ascoli Piceno 2020 (dal minuto 12)

Audiointervista per il BookCorner del Festival di Rimini 2020

Intervista Giornale del Ticino

Intervista per Quante Storie su La prima alba del cosmo

2019 Fare spazio (ed. La nave di Teseo)

Intervista di La Repubblica su Fare spazio

2017 La meccanica quantistica ( ed. Castelvecchi)

2015 Dialogo tra un artista e uno scienziato

VIDEO DIVULGATIVI

Lo spazio come finestra sul futuro

l’ Italia ha un grande potenziale nella ricerca spaziale: dai tempi di Broglio ai giorni nostri ha sviluppato una filiera completa nel settore spaziale, dallo studio dell’ universo e del nostro pianeta, allo sviluppo della strumentazione scientifica, all’ attività degli astronauti sulla ISS, allo sviluppo dei lanciatori, alla capacità di gestire le telecomunicazioni, allo sfruttamento dei big data generati dalle osservazioni spaziali.

Interventi recenti sulla stampa nazionale:

Huffington Post: Perché il lancio del Vega con a bordo 53 piccoli satelliti è importante 3 settembre 2020

L’Osservatore Romano: Lo spazio non deve diventare un nuovo scenario belllico, 28 agosto 2020

Formiche: Benvenuti nella New Space Economy, giugno 2020

Civiltà delle Macchine: L’esplorazione umana: scienza, tecnica ed economia per il futuro Marzo 2020

Huffpost: Luca Parmitano e la manutenzione di AMS sulla Stazione Spaziale Internazionale

Huffpost: Monitoraggio satellitare di Venezia

Huffpost: Le mani francesi sullo spazio: l’ Italia non cada in un complesso di inferiorità

Huffpost: Hello Mars! Sulla luna ci siamo già stati la vera sfida è marte

L’ambiente e le modifiche del clima

La gestione delle risorse ambientali è forse la più grande sfida dei nostri tempi. Solo la razionalità e la scienza, unite ad una politica che sappia guardare lontano, riusciremo ad affrontarla.

Interventi sulla stampa nazionale

Ithaca: Cause ed effetti dei cambiamenti climatici Marzo 2020

Huffpost: Ascoltiamo la scienza è ora di reagire per fermare il cambiamento climatico 13 dicembre 2019

Huffpost: Perchè io scienziato credo che Greta abbia ragione 26 settembre 2019

Appuntamenti

Prossimi Appuntamenti

10 ottobre La matematica del virus, ANTICOcontemporaneo, Cassino (in streaming)

10 ottobre Intervento alle ore 16, Ordine degli Ingegneri provincia di Varese (in streaming)

13 ottobre Intervento su “Abitare altri pianeti” , ore 18:30 Festival dell’ Architettura CHANGE, MAXXI (in streaming)

17 ottobre Intervengo alle ore 21, Progetto Campus – Piazzola Futuro, Piazzola del Brenta 

15 novembre Intervento di chiusura all’ Hackathon della Scienza, CERN , Ginevra

14 dicembre Intervento CNA Treviso sulla Space Economy. Link

Appuntamenti passati

26 settembre La prima alba del cosmo, FESTIVAL FUTURO MEMORIA, Ascoli Piceno

Programma Futuro Memoria

25 settembre Incontri Editoria Religiosa, Pordenone ore 11 (in streaming)

21 agosto 2020 – Courmayeur

Scienza in vetta

ore 18:00
Pianeti extrasolari e migrazioni interplanetarie

Maggiori dettagli al link

20 agosto 2020  –  La cittadella di Assisi

Forse, l’ Etica 

17:30 dialogo su Scienza frontiera del dubbio con Paolo Benanti e Pietro Greco. 

In streaming 

Link e programma su www.cittadella.org

Sabato 9 maggio 2020

FESTA DI SCIENZA E FILOSOFIA FOLIGNO LIVE / 6 \ SABATO 9 MAGGIO, ore 21.00: MATEMATICA DELLA PANDEMIA. Modelli epidemiologici, politiche sanitarie e conseguenze economiche.

Giovedì 14 maggio 2020

Gente simpatica (ancora) ai domiciliari Martedì, Giovedì e Sabato alle ore 21.30 Ogni sera ospiti diversi!