Europee 2019 | Circoscrizione Nord-Est | Partito Democratico

Domenica 26 maggio 2019 gli italiani andranno a votare per eleggere i deputati che andranno a comporre il Parlamento europeo per i prossimi cinque anni e rappresenteranno gli interessi dei cittadini dell’Unione europea.

Ho accettato la proposta dal Segretario Zingaretti di candidarmi in Europa con il Partito Democratico per promuovere, come italiano ed europeo, ricerca, formazione e cultura, fondamentali strumenti di progresso sociale, politico, e per una vera crescita economica.


Più ricerca, più futuro

L’ambiente e i cambiamenti climatici: politica + scienza.

L’analisi sui rischi climatici ormai è condivisa, le scelte sono urgenti, le opportunità per sviluppare un economia e lavori che salvaguardino i beni comuni del pianeta sono molte e concrete. Solo scienza e politica assieme possono affrontare l’emergenza climatica: ora è il tempo delle scelte, ce lo chiedono a gran voce i nostri figli.  

Il lavoro  da ritrovare :  fra formazione e innovazione.

L’Europa è un’opportunità straordinaria per la nostra industria, capace di  esportare prodotti di qualità, per la nostra ricerca capace di competere per ottenere i fondi di ricerca. E’ un’ occasione per  innovare processi e sistemi obsoleti ed inefficienti che l’Italia da sola fatica a modificare, un’opportunità per riqualificare  i lavoratori verso le nuove professionalità, per formare i giovani e renderli in grado di affrontare un mercato del lavoro ed  un mondo in continua, rapidissima evoluzione.

Si specula sulla paura degli arrivi,  ci dimentichiamo del dramma delle partenze.

L’Italia ha un grave problema di emigrazione di cui si parla molto poco. Centinaia di migliaia di italiani ogni anno se ne vanno a cercare fortuna altrove, spesso in altri paesi europei. Facciamo i duri con qualche barcone mentre perdiamo ogni anno una città delle dimensioni di Catania: nel silenzio di chi si riempie la bocca di italianità sembriamo  ciechi di fronte allo svuotamento di generazioni che scappano alla ricerca di riconoscimenti, carriere, stipendi e, soprattutto, responsabilità. Questa dinamica, sommata alla bassa natalità e all’ inefficienza  nella gestione della  componente migratoria in ingresso, indebolisce l’Italia.

Dobbiamo rovesciare questa tendenza, creando più opportunità in Italia: il  migliore investimento è quello sul futuro e sui giovani, attraverso l’Europa.

Sovranità o sovranismo? l’Italia è isolata mentre le grandi potenze incombono.

L’Unione Europea è  la realizzazione concreta dell’idea dei padri fondatori che “l’Unione fa la forza”. Noi non  vogliamo che l’ Italia  diventi una terra di conquista  delle superpotenze dell’ est o dell’ ovest: vogliamo un’ Italia forte ed è la  forza dell’Europa che ci rende più forti.  L’isolazionismo non è sovranità. La chiusura nel cortile di casa non è sovranità. Accodarsi a qualche grande potenza anziché partecipare alla fatica di costruire e rafforzare l’Europa non è sovranità. Sovranità è giocarsi il ruolo in una squadra forte. Competere e collaborare in Europa, con le regole che ci siamo dati liberamente e che liberamente possiamo migliorare.

L’Europa è la dimensione in cui ha senso affrontare queste sfide.

Non c’è uno solo dei grandi temi, dei grandi problemi da affrontare  e risolvere che non necessiti della dimensione europea. Lavoro, ambiente, trasporti, inclusione, educazione, e quelli a me cari di ricerca, innovazione, formazione.

Nessuna di queste sfide si affronta senza puntare sulla scienza, l’educazione, la ricerca, l’innovazione: questo è il mio mestiere, questa è il tema che vorrei portare e rappresentare per l’Italia in Europa.

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